L’importanza delle radici
La mia storia inizia lontano dall’Italia, in Germania, dove sono nato in una famiglia di emigranti. Nonostante la distanza dalla nostra terra d’origine, i legami con le tradizioni italiane sono sempre stati profondi e significativi. I miei genitori, entrambi intraprendenti e appassionati, mi hanno trasmesso fin da subito l’amore per il lavoro e per i valori familiari. In un ambiente dove la voglia di fare, di creare e di stare sempre un passo avanti sembrava essere nel nostro DNA, ho imparato l’importanza dell’impegno e dell’integrità.
A cinque anni, il nostro ritorno in Italia ha segnato un nuovo capitolo della mia vita. Ci siamo stabiliti a Tarquinia Lido, un luogo in forte espansione turistica, che ha rappresentato una vera e propria opportunità per la nostra famiglia. È qui che ho cominciato a lavorare al fianco dei miei genitori in varie attività. Ho passato le mie estati a vendere frutta e verdura nel loro chiosco, imparando le basi del commercio e l’importanza di un buon rapporto con i clienti. La vita in famiglia si intrecciava con il lavoro, e ogni giorno rappresentava una nuova lezione di vita, fatta di sudore e soddisfazioni.


Dopo ho lavorato anche come barista, poi nel loro distributore di benzina e, infine, in uno stabilimento balneare e in un’impresa di lavori di muratura. Mio nonno, Mastro Giggio, era un “capomastro” e mio padre muratore; sin da piccolo sono cresciuto in mezzo ai cantieri e alle case in costruzione seguendo le orme familiari e imparando le basi di questo mondo. Ricordo che, appena diplomato come geometra, mio nonno, ormai anziano e orgoglioso del mestiere che aveva fatto, mi regalò il suo manuale del geometra, consumato dall’uso e pieno delle sue annotazioni. Era un libro prezioso per lui, e donarmelo fu una dimostrazione di fiducia e un momento di grande soddisfazione, perché ero l’unico nipote che, dopo gli studi, portava avanti la tradizione nel mondo dell’edilizia e nei cantieri.
I suoi insegnamenti hanno radicato in me un forte senso di responsabilità e professionalità. Lui mi ha trasmesso non solo la passione per il lavoro, ma anche una lezione di integrità. Diceva sempre – come, del resto, pure mio padre – che se un lavoro non era fatto bene, era meglio rifarlo, anche a proprie spese – e anche se il cliente non era consapevole del problema -, perché ogni cosa va fatta con coscienza e serietà. Entrambi mi hanno insegnato il valore della parola data: “Se dai la tua parola, devi mantenerla; se non sei sicuro di poterlo fare, è meglio non promettere affatto.”
Grazie a loro ho imparato che costruire non significa solo erigere muri, ma creare qualcosa di duraturo e significativo. I loro insegnamenti mi hanno accompagnato nel corso degli anni, formandomi non solo come professionista, ma anche come persona.
Ogni lavoro che ho svolto sin da bambino mi ha insegnato a conoscere il valore del sacrificio e anche la forza del lavoro di squadra. Ho compreso che ogni successo, grande o piccolo, si costruisce con impegno, passione e una buona dose di resilienza. La mia infanzia, immersa nel mondo del lavoro, ha gettato le basi per la mia futura carriera nel mercato immobiliare, dove avrei applicato gli insegnamenti preziosi appresi fin da piccolo.


La formazione e il primo lavoro
Non è legata al caso la mia scelta di diventare geometra. Quando ho terminato il mio percorso di studi conseguendo il diploma, avevo già un’idea chiara del mio futuro. La passione per il mercato immobiliare si è manifestata presto, portandomi a intraprendere un percorso che mi avrebbe trasformato in un imprenditore di successo.
Ho iniziato a lavorare in uno studio tecnico, un’esperienza preziosa, che ha ampliato le mie conoscenze nel campo dell’architettura e delle costruzioni, alimentando la mia passione per il settore immobiliare. È in questo contesto che ho capito quanto fosse importante unire la passione per il lavoro con la competenza tecnica. Ma il lavoro di geometra non era adatto a me: stare dietro una scrivania non mi dava soddisfazione. Ero contento solo quando potevo entrare in contatto con gli altri, perché sin da piccolo avevo sempre fatto lavori in contatto con il pubblico. E cosa ci sarebbe stato di meglio che concretizzare i sogni di chi voleva acquistare una casa?
L'Inizio della carriera immobiliare
Nel 1990, a soli vent’anni, ho deciso di intraprendere un nuovo percorso professionale come agente immobiliare. Il mio primo impiego in un’agenzia indipendente nel rinomato quartiere Parioli di Roma è stato breve, 6 o 7 mesi, ma intenso. In questo contesto, ho imparato a comprendere le dinamiche di un mercato di fascia alta e l’importanza fondamentale delle relazioni interpersonali nel mondo degli affari. Questo primo contatto con la realtà romana ha aperto le porte a nuove opportunità e sfide.
Dopo questa esperienza, sono tornato a Tarquinia, dove ho continuato a lavorare in un’agenzia privata e ho avuto modo di affinare le mie competenze e di capire le esigenze di un mercato in continua evoluzione. Nel 1993, dopo due anni di intensa attività come collaboratore, ho ottenuto l’iscrizione al ruolo di agente immobiliare, un traguardo che mi ha spinto a seguire il mio sogno imprenditoriale. E così ho potuto soddisfare il mio desiderio di aprire la mia prima agenzia immobiliare a Tarquinia paese, mentre il mio titolare, quello con il quale fino ad allora avevo lavorato, e che fa ancora parte del mio network, aveva l’agenzia a Tarquinia Lido.
La prima agenzia
Ricordo con tenerezza i giorni di preparazione: la scelta della location, la definizione dei servizi e la costruzione di una rete di contatti. Ogni cliente che entrava nella mia agenzia rappresentava non solo un’opportunità di lavoro, ma anche un’occasione per creare relazioni e costruire fiducia.
In quegli anni, ho scoperto che il settore immobiliare non è solo un’attività commerciale, ma un modo per aiutare le persone a trovare il luogo in cui costruire i loro sogni. Ogni casa che vendevo o affittavo era un nuovo capitolo nella vita di qualcuno e io avevo il privilegio di farne parte.
La collaborazione con un grande gruppo
Nel 1995, ho fatto un altro passo significativo nella mia carriera, affiliandomi a un grande gruppo, che in quegli anni stava sviluppando il franchising. Questa scelta ha rappresentato un punto di svolta: grazie al supporto di un marchio affermato, che proprio allora stava sviluppando il suo franchising, ho potuto espandere la mia attività, aprendo oltre 20 agenzie in tutta Italia nel giro di circa 10 anni. Essere parte di questo network mi ha fornito non solo le risorse necessarie per crescere, ma anche un’importante rete di contatti e di opportunità.
Negli anni successivi, ho ricoperto ruoli di responsabilità, entrando nel consiglio d’amministrazione di altri importanti brand immobiliari e diventando Direttore Italia di due importanti marchi. Lavorare in questi contesti mi ha insegnato molto sull’importanza della leadership e della visione strategica. Col tempo, però, ho iniziato a sentirmi distante dai valori di un’azienda sempre più orientata alla quantità a scapito della qualità. È stato allora che ho iniziato a guardarmi intorno in cerca di nuove prospettive.
Ogni casa è ben più di un luogo fisico, è un'emozione che muove l'anima... E quindi lavorare, per me, non è solo lavoro: è una vocazione che rende lo straordinario e il meraviglioso ogni giorno possibili.

La svolta con Coldwell Banker: innovazione e internazionalizzazione
Il 2009 è stato un anno cruciale. Il mondo si dibatteva nella recessione innescata dalla crisi dei mutui a seguito dello scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti. Intanto il mercato si stava evolvendo rapidamente e avevo compreso che senza innovazione e una formazione adeguata e continua, sarebbe stato difficile rimanere competitivi.
Questo desiderio di cambiamento e di crescita mi ha condotto a scoprire Coldwell Banker, un marchio immobiliare con una reputazione solida a livello internazionale: una storia lunga oltre un secolo – l’azienda è nata a San Francisco nel 1906 – e peculiarità fuori dal comune mi hanno fatto comprendere il valore e la forza di questo network internazionale presente oggi in oltre 41 Paesi, con 100.000 agenti e oltre 3000 uffici in tutto il mondo.
I plus del brand
Questo brand assicurava la libertà operativa per le agenzie, oltre a royalties non fisse ma commisurate al fatturato, con un rapporto win-win tra franchisor e affiliato e, infine, un modello di business non incentrato sulla quantità ma sulla qualità. Anche in termini di modello di sviluppo tutto questo si traduceva – e si traduce ancora oggi – in una selezione accurata degli affiliati e in un numero non elevato di agenzie presenti sul territorio. E questa è una scelta precisa, perfettamente in linea con la natura e il modello imprenditoriale di Coldwell Banker.
L’altra formula a mio avviso vincente è relativa al fatto di avere un sistema misto, con agenzie in franchising puro, altre dirette e, altre ancora, partecipate, in cui il Franchisor affianca l’imprenditore in joint venture. Un sistema, questo, che offre la necessaria flessibilità per affrontare qualsiasi esigenza. Ma che necessita, per funzionare, di un’accurata selezione degli affiliati secondo standard molto alti. In particolare la consonanza di valori è la chiave di volta sulla quale fondare ogni possibile collaborazione. In Coldwell Banker Italy il focus è sempre e comunque la centralità delle persone, sia affiliati che clienti
Acquistando i diritti d’esclusiva del brand in Italia, ho avuto l’opportunità di sviluppare una rete basata su valori come eccellenza, qualità e professionalità. Con un focus particolare sull’innovazione e la tecnologia, la formazione e la crescita delle risorse umane, ho lanciato Coldwell Banker Italy, che oggi conta 100 agenzie in tutto il Paese.


I primi 15 anni di attività verso un futuro luminoso
Oggi, a oltre 15 anni dall’apertura, il network, specializzato in immobili di lusso e di alta gamma, si è posizionato nelle aree più attrattive del territorio italiano: le agenzie Coldwell Banker si trovano nelle più importanti città italiane e nelle più prestigiose destinazioni turistiche, quelle che possono suscitare interesse nel cliente straniero (in regioni come la Sardegna, la Toscana e la Puglia).
Guardando indietro al mio percorso, non posso fare a meno di sentire un profondo senso di gratitudine. Ogni sfida, ogni successo e ogni errore sono stati parte integrante della mia crescita. La mia passione per l’immobiliare è più forte che mai e sono entusiasta delle opportunità che ci attendono.
Credo fermamente che il futuro del settore immobiliare risieda nella continua innovazione e nella capacità di adattarsi alle nuove esigenze del mercato. La mia missione è continuare a consolidare un brand che rappresenti l’eccellenza. La nostra storia è solo all’inizio e sono pronto a scrivere nuovi capitoli insieme al mio team, ai nostri affiliati e ai nostri clienti, con la speranza di continuare a fare la differenza.
Questo sogno americano oggi è anche una realtà made in Italy, nata per offrire a ogni singolo cliente un’esperienza di acquisto o di vendita memorabile, perché, come recitano alcuni pay-off di Coldwell Banker Italy, la casa è più di un riparo e di un luogo fisico: è uno stato dell’essere, un’emozione che muove l’anima…. è davvero un pezzo di cuore.

